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TITOLO NEWS 4: LA PRODUTTIVITA NELLA CRISI
COME AGIRE IN PERIODO DI CRISI.
Colle val d’elsa 21 Maggio 2011
LA RSBUSINESSCONSULTING.LTD,
Ha il piacere di comunicare alle aziende, alcune riflessioni sulla crisi attuale..
In questi periodi difficili, penso che ognuno cerca la soluzione migliore per autogestirsi o gestire la propria azienda, in una situazione dove la fiducia é stata terremotata, quindi qui la domanda come le aziende possono ancora lavorare di maniera efficace in tale contesto ?
Per noi é fondamentale concentrarsi piu di prima sull’essenziale, ricordandosi che la realzione con i clienti é diventata primordiale sopratutto in questi periodi difficili, l’azienda deve assolutamente tenere i contatti con i clienti, sentire ed ascoltare i loro bisogni ed interessi, facedogli capire che noi consiglieri siamo vicini a loro per aiutarli a risolvere i loro problemi. E questo che ci permette paradossalmente di rafforzare la loro fiducia.
Condizione naturalmente che l’azienda mantiene un dialogo permanente con i clienti e di comunicare in maniera chiara con i propri collaboratori e tutti gli attori presenti.
Una quantità d’aziende sono attualmente sotto pressione a livello operazionale e finanziario, perché preoccupati, dai loro cifra d’affari, dei loro margini, dei loro finanziamenti.
Queste preoccupazioni sono leggittimi e possono avere un’importanza esistenziale, pero’ e comunque, non bisogna perdere di vista l’evoluzione a lungo termine. E indispensabile di porsi la domanda seguente :
Come adattare il modello economico della mia azienda per uscirne dalla crisi in ottima salute ?
COME ALLORA COMPORTARSI DI FRONTE ALLA CRISI ?
Niente panico, oggi piu di prima la direzione dovrà evitare d’agire con precipitazione, deve esaminare attentamente La situazione e su questa base ed analisi, elaborare differenti scenari, dove tutte le soluzioni dovranno essere attentamente esaminate, valutate e questo in funzione delle opzioni strategiche, quindi importante poi di definire il campo d’azione. Pero concentrandosi su quelle attività che assicurano l’approviggionamento di liquidità.
E sempre comunque indispensabile adottare delle misure tattiche che possano contribuire a rendere le azioni meno critiche.
Tutte le decisioni dunque dovranno essere esaminate in funzione alla loro efficacità e alle loro consequenze, quindi costantemente corregerle ed adattarle al modello deciso, perché questo contesto rende sempre la pianificazione sempre piu difficile, quindi l’elaborazione dei differenti scenari puo’ avverarsi molto utile.
MI DOMANDATE ALLORA IN QUALE MISURA IL CONSIGLIERE ESTERNO PUO’ RENDERSI UTILE ?
Non abbiamo ricette miracolo che possano convenire a tutte le situazioni, percio’ il consiglliere esterno collaborerà con il management, in tutti i campi d’azioni strategici. Questo tipo di collaborazione diventa un partnariato fin tanto che la situazione permane problematica.
Il consigliere porta all’interno dell’azienda esperienza e competenza specialistica, conoscendo la situazione specifica dell’azienda. Dei dirigenti e responsabili.
In qualità di esperti indipendenti, noi siamo portati ad analizzare la situazione e di proporre delle soluzioni (passato ; presente ; futuro)
Strutturando i problemi e valutando le opzioni, noi rafforziamo la fiducia che il management accorderà alle proprie decisioni, con cio’ l’azienda sarà a misura di mettere in pratica le strategie sviluppate.
In questo contesto, noi non ci limitiamo a portare i miglioramenti a corto termine, ma sviluppare dei modelli economici che garantiscono una riuscita durabile, per meglio rilevare le sfide di domani.
ALLORA QUALI SONO QUESTE SFIDE ?
Ogni azienda o modello hanno delle sfide specifiche che devono per forza maggiore affrontarle, se vogliono rafforzare in maniera durevole la loro resitenza alla crisi.
Noi e voi dobbiamo identificare i fattori che saranno determinanti per il futuro successo delle vostre aziende.
Dobbiamo insieme sviluppare delle nuove forme di collaborazione innovativi alfine di trovare un migliore equilibrio tra gl’interessi a corto con quelli di lungo termine.
Queste nuova forma di collaborazione con i clienti é indispensabile al successo futuro dell’azienda.
Quindi rilevare la sfida per la competitività e l’avvenire delle nostre attività. Vogliamo essere al vostro fianco, aiutarvi a riposizionare le vostre attività.
Le aziende devono rivedere il loro modo di pensare, questo perchè insistiamo tanto sulle strategie, la finanza, i processi, i costi industriali, i finaziamenti, il management, la motivazione, e la gestione del personale, passando per la formazione. Questi i temi maggiori in periodi di crisi.
PERCHE NON CONTATTARCI SIAMO A VOSTRA DISPOSIZIONE PER UN'ANALISI GRATUITA DEI VOSTRI BISOGNI
CHIAMATE ROCCO SANTORO 333 456 1271
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TITOLO NEWS 5: LE CONSEGUENZE SOCIALI SULLA DEPRESSIONE
LE CONSEGUENZE SOCIALI SULLA DEPRESSIONE;
Colle di Val D'Elsa (SI) 7 giugno 2011
LE CONSEGUENZE SOCIALI SULLA DEPRESSIONE.
Dallo stress, spesso nasce la grande domanda, dobbiamo appoggiarci alla democrazia dei politici che credono di essere i guru di questo mondo, quando sono impreparati a dare delle risposte anche a semplice domande, e lasciarci dirigere dalla loro incompetenza attraverso un controllo comunitario, specifico a questo scopo? Oppure affidarci a managers che amministrano come dei buoni ed obbedienti lavoratori, e quindi lasciando a loro tutti gli aspetti essenziali al cambiamento, attraverso idee e processi?
Ma tutti noi sappiamo che ogni organizzazione sopravvive e declina, secondo l'abilità di questi amministratori, oppure secondo noi stessi, che rispondiamo a questi cambiamenti e pressioni sia interni che esterni.
Se accettiamo di immetterci in questa strada, essa ci costringe anche ad accettare dei rischi che chiamiamo organizzativi, essendo anche consapevoli quanto sia rischioso e difficile amministrare il rischio.
Per i comuni mortali, il concetto di rischio é sinonimo di presentimenti ed effetti psicologici, dove le persone che lavorano sono spesso incapaci di concentrarsi, dovuto anche all'influenza della propria vita, che spesso presenta incertezze, dove specificamente mancano le motivazioni e gli incoraggiamenti per raggiungere gli obiettivi prefissati, inducendoci a commettere degli errori.
Orbene dobbiamo sapere che le incertezze e i presentimenti gravano pesantemente sia sul singolo individuo che sulle organizzazioni che non lasciano spazio alla crescita e quindi di creare delle opportunità per tuffarcisi dentro.
Esaminiamo adesso quali sono queste organizzazioni che non permettono all'individuo di crescere e espandersi, affinchè si possano cogliere tutte le opportunità.
COSA TROVIAMO ?
1.Quelli che non desiderano e rifiutano il cambiamento.
2.Quelli ai quali si dice che possono rimanere nell'organizzazione, ma che nel tempo dovranno cambiare lavoro.
3.Quelli ai quali si domanda (per interesse organizzativo) di restare, però devono pensare di lasciare questo lavoro (futuro incerto fatto di probabile licenziamento) che viene però seguito da un assessment, un coaching ed in ultimo un OUT-PLACEMENT.
4.Quelli ai quali non é stato comunicato nulla.
5.Quelli ai quali é stata notificata la lettera di licenziamento.
VEDIAMO ADESSO QUALI SONO LE SCELTE E LE MOTIVAZIONI CHE FANNO CRESCERE GLI INTERESSI ED I RISCHI SIA PER L'AZIENDA CHE PER GLI INDIVIDUI.
A) PER L'AZIENDA CHE SEGUE IL CONCETTO STEPS, CHE SIGNIFICA MASSIMIZZARE LE EFFICIENZE ATTRAVERSO:
1) Studio della situazione attuale, attraverso il cosa sta succedendo, e perché.
2) Rifissare o correggere gli obiettivi, cosa dovrebbe succedere.
3) Rifissare le strategie, come poter raggiungere gli obiettivi.
4) Rifissare i piani di lavoro e le attività affinche questi obiettivi possano essere raggiunti.
5) Fare il possibile affinchè le azioni intraprese diano i risultati sperati
6) Infine misurare questi risultati confrontandoli gli obiettivi preventivamente fissati.
INVECE PER I COLLABORATORI QUESTO STATO DI COSE
CREA SCOMPENSI E PROFONDE INCERTEZZE.
Quindi i rischi fanno nascere incertezze, instabilità, che influenzano
lo stato familiare e sociale.
Questi RISCHI nel mondo del lavoro, se vogliamo essere etici, dobbiamo
analizzarli. Essi sono :
1.INCERTEZZE
2.DISINTERESSE
3.CAMBIO DI CULTURA
4.LICENZIAMENTI
5.ACCORPAMENTI/ACQUISIZIONI
6.CRISI E FALLIMENTI DI OGNI NATURA
7.CRESCITA ATTRAVERSO LA SPECIALIZZAZIONE E QUINDI ESPANSIONE.
QUALI SONO I RISCHI PER L'AZIENDA? ECONOMICI, SVILUPPO, MERCATI, RICERCHE E SVILUPPO, INNOVAZIONI.
QUALI SONO I RISCHI PER IL PERSONALE ?
1.Eventi che cambiano il clima di lavoro, il clima sociale, le ristrutturazioni che ne
motivano e provocano spesso atteggiamenti spesso negativi nei confronti dell'azienda.
2.Malattie/salute.
3.Intimidazioni,(minacce, conflitti,insicurezza, paura) da ciò ne risultano molto spesso discriminazioni ed incidenti.
VEDIAMO COSA SUCCEDE PER QUELLI CHE RIMANGONO IN AZIENDA.
Se le pressioni e le tensioni, producono incertezze ma vengono
rapidamente circostanziate ed eliminate, allora si prende coscienza del
proprio futuro, quindi si denotano effetti d'intenso impegno verso le
organizzazioni e questo naturalmente a beneficio dell'azienda che ne migliora
la sua produttività (sommatoria delle singole efficienze)
E' però importante avere sempre, in questi momenti un ottimo
monitoraggio, onde evitare che si rovinino a causa dello STRESS.
Ricordiamoci che lo stress porta a possibili altre sensazioni che sono ansietà e
depressione.
Qualcosa di simile avviene in quegli individui ai quali si sono chieste le
dimissioni, in questi casi, ci troviamo a dover far fronte a vari fattori che sono :
A) Totale disinteresse e quindi conseguenze. Oppure ognuno ricorre
all'automotivazione attraverso le singole specializzazioni sul lavoro, il
singolo know how, l'esperienza, le competenze. Soprattutto, i fattori che
agiscono di più sul fattore umano sono gli accordi con l'azienda che li affianca
nella loro futura ricerca, nella motivazione ad avere un
possibile eventuale inserimento, offrire loro un supporto di assessment,
coaching e perché no un out-placement.
ATTENZIONE TUTTO QUESTO Eè VALIDO E PUO ESSERE ELIMINATO SOLO QUANDO SI CONOSCONO LE FINALITA' DI CIASCUNO E SI ELIMINANO LE INCERTEZZE, DANDO SICUREZZA, APRENDOSI A NUOVE SFIDE.
NON PARLIAMO DI QUELLA CATEGORIA DI PERSONE CHE VIVONO COSTANTEMENTE NELLO STRESS SENTENDOSI MINACCIATI, E NON INTRAPRENDONO ALCUNA SFIDA.
Poi abbiamo quelli ai quali si domanda di restare, ma ai quali si chiede di cambiare lavoro, (ricollocazione all'interno dell'organizzazione aziendale).
Questi presagiscono che qualcosa di nuovo potrebbe prendere il controllo della loro vita, qualora decidessero di accettare le proposte per proseguire il loro cammino professionale e sociale. QUINDI DECIDONO DI LASCIARE L'AZIENDA.
°Ai molti di loro (pochi) che rimarrebbero, si offrono proposte alternative (cambio di carriera, promozioni interne, ect.) Pertanto in tutto ciò si pensa che potrebbero contribuire ad eliminare i fattori di incertezze, quindi i rischi.
°Quando invece questi mutamenti proposti non offrono e non danno risposte positive alle aspettative individuali, IL RISCHIO PER UN DISINTERESSE RIMANE GRANDE.
° Quelli ai quali é stato domandato di restare, ma che sanno che possono esseri licenziati nel prossimo futuro, si dividono in gruppi in base alle reazioni : a) quelli che continuano ad impegnarsi senza badare, se non alla propria coscienza, quindi dimostrano impegno, attaccamento all'azienda perché sperano (positivi) che dei cambiamenti possano arrivare in futuro, pertanto si danno da fare per migliorare la propria efficienza, migliorando cosi i contenuti economici dell'azienda. Comunque a nostro parere, questa categoria è a rischio in quanto possono rapidamente divenire demotivati e deconcentrati (vedi statistica degli incidenti che rappresenta il primo segnale). Quindi difficilmente daranno nel tempo il necessario contributo per migliorare le cose.
° Infine ci sono quelli ai quali invece non é stato detto nulla sul loro futuro. SONO MANCATE LE INFORMAZIONI. Questi continueranno a non mostrare nessun interesse e quindi non concorrono per la necessaria efficienza, confronto a coloro ai quali é stato comunicato il loro futuro sicuro.
TUTTE QUESTE INCERTEZZE GENERALI NON DARANNO MAI LE MOTIVAZIONI NECESSARIE AD AUMENTARE L' EFFICIENZA.
IL RISCHIO ESISTE PER L'AZIENDA PERCHE COMPROMETTERA LA SUA ORGANIZZAZIONE DESTINANDOLA AD UN SICURO INSUCCESSO.
L'azienda deve reagire, essa si deve rendere conto quanto sia importante salvaguardare il proprio futuro, perciò dovrà giocare sulle varie alternative strutturali/ organizzative esistenti, sia interne che esterne, affinché si ricrei un clima di fiducia reciproca. (talvolta interventi mirati esterni possono essere di ottimo aiuto)
° LA RACCOMANDAZIONE PRINCIPALE E' CHE IL CORPORATE DEVE EVITARE CON INTELLIGENZA CHE IL SISTEMA CROLLA, CREANDO COSI POSSIBILI E PROBABILI DISAVVENTURE, CHE POSSONO COMPROMETTERE IL FUTURO DELL'AZIENDA.
Per l'azienda rimane importante la necessità di una visione che abbia come capacità quella di dirigere il rischio, base essenziale affinché ci si possa aspettare una crescita.
BISOGNA MIRARE CON ATTENZIONE :
B) alla crescita e al mantenimento della reputazione, al rispettto dell'economia nel
rimanere attenti alle efficienze
c)agli aspetti organizzativi (Managers e forze lavorative) ai cambiamenti politici e strutturali. Evitando così, possibili depressioni interne, controllandone eventuali deviazioni verso presentimenti generali.
Quando si analizzano certi fattori aziendali (specialmente nelle aziende italiane), si ha il
sentimento di una forte resistenza della direzione che spesso rimane sorda ai
cambiamenti nell'implementare questi progetti di transizione organizzativi.
In molte circostanze dobbiamo ammettere che i manager non hanno una visione,
meno ancora le capacità per guidare i cambiamenti per il successo strategico degli
obiettivi aziendali che sono le performance e le produttività, per poi misurare questi
con i successi (DOVE SIAMO E DOVE VORREMMO ESSERE )
e soprattutto cosa si deve fare per raggiungerli, cadendo spesso nella visione o paura
dei costi per l'azienda, invece di pensare che questi a medio termine possano dare
risultati positivi per l'azienda.
E' nostro parere che bisogna esaminare questi, sotto il profilo singolo della loro
riduzione, mettendo il focus sulle efficienze , e quindi mantenendo la forza
lavorativa (sociale) per quando si ritorna alla normalità, solo allora gli obiettivi
possono essere facilmente raggiungibili.
Purtroppo constatiamo che pochi manager sono interessati alla ricerca delle cause
delle inefficienze per portare alle soluzioni dovute.
L'ideale sarebbe andare caparbiamente verso la soluzione degli obiettivi
risolvendo queste inefficienze, anzi aiutando la forze del lavoro, attraverso giuste
motivazioni. (individuali o di gruppo)
Il paradigma del rischio manager é quello di risolvere i problemi riducendo le forze
lavorative, che portano valore all'azienda.
QUALI SONO QUESTE PREMESSE, QUANTO NECESSARIE :
« cambiamenti delle strategie aziendali, adattandoli ai mercati, alle richieste dei
clienti, e capire cosa desiderano.
« Sviluppo manageriale /selezione, formazione, promozione.
« Sviluppo delle organizzazioni interne affinché gli obiettivi aziendali possano
essere raggiunti.
« Controllare, monitorare le efficienze, attraverso gli strumenti organizzativi, (costi
mercati,sviluppi, ricerche, nuovi mercati.)
ED INFINE PROVVEDERE, AGLI INVESTIMENTI NECESSARI .
COME PREPARARE IL FUTURO ?
I concetti precedenti, se applicati, dovrebbero in un certo senso evitare, vedere,
eliminare la depressione, questa deve essere combattuta affinchè possa diventare
un punto di forza, attraverso i cambiamenti che devono essere rapidi.
Ne varrebbe la pena di esaminare e promuovere un nuovo ambiente
culturale dentro l'azienda.
QUALI SAREBBERO QUESTI CAMBIAMENTI :
1.Fare in modo che tutti applichino le nuove strategie con convinzione e con argomenti validi e comprensibili da tutti.(Date, Azioni, Responsabili, target che devono essere sempre monitorati dalla direzione e finanza.)
2.Assicurarsi che tutti abbiano capito l'interesse della strategia, che siano motivati a confrontarsi con le sfide, questa é la condizione sinequanon per il successo. (BISOGNA CREDERE, AGIRE PER IL CAMBIAMENTO,CONTROLLARE/MONITORARE, BENCH SUI COSTI, E SISTEMI, RISULTATI MISURABILI SCONTATI,E..... COMUNICARE... quest'ultima è base essenziale per la motivazione.
3.PREVENZIONE : Eliminare tutti gli atti di ostilità, preconcetti, per aprirsi ai contatti sia interni che esterni, collaborando insieme a progetti anche confidenziali affinchè ci possano essere elementi di economia.
Non aver timore di ricorrere, al BENCHMARKING (processi, sistemi, costi, commerciale, ricerca&sviluppo con aziende similari e possibilmente della stessa dimensione)
4.PREVENIRE IL DETERIORAMENTO :
5.Si raccomanda di riflettere profondamente prima di proporre e fare un cambiamento, perché ciò , se fatto in maniera superficiale può definitivamente compromettere il futuro dell'azienda.
Quando ciò succede, affidarsi alla legge di Murphy, perché nessun sistema sarà capace di aiutarci a risolvere il problema.
6.COME RESTAURARE : Solo attraverso la motivazione, la sicurezza sul lavoro, i salari, la formazione, la promozione interna.
Se ben applicati il successo arriva.
7.PROVVEDERE (PALLIATIVI) : Queste situazioni croniche ci devono far capire che l'azienda si dirige verso il declino, e sopratutto non spinge la gente a ritornare motivato al lavoro. Quando si arriva a questo stato di cose, si raccomanda di ricorrere a degli specialisti esterni che intervengano a supporto al fine di ricreare le necessarie motivazioni e affinchè il lavoratore ritorni efficiente.
8.SOSTENERE : L'azienda deve introdurre una cultura positiva, però questo deve essere fatto in maniera costante e duratura, creando cosi le necessarie attitudini e comportamenti che sono necessari ad assicurare ottime relazioni e motivazioni fra impresa e lavoratori, impresa e clienti, basandosi su impegni e fiducia mutua.
9.COSA BISOGNA FARE IN QUESTE CIRCOSTANZE : In modo che le performance, attitudini, efficienze siano legate positivamente al cambio dei processi. Una valida agenda, potrebbe essere : a) corsi permanenti per sviluppare la cultura aziendale. b) Architettura che promuova la nuova cultura. c) Stabilire il ruolo dove la nuova cultura e organizzazione dovranno lavorare. d) Prevedere e fornire la formazione necessaria allo sviluppo individuale. e) valutare l'impatto che questa ha sugli individui, assicurandosi che sia stata compresa, comunque rimane sempre necessario monitorare ed accompagnare le applicazioni.
10.SVILUPPARE L'ORGANIZZAZIONE : L'applicazione delle strategie aziendali definitive, richiede sempre adattamenti costanti, monitorando e seguendo queste affinchè si creano gli intendimenti coordinati con i lavoratori.
Impegno e fiducia devono essere alla base del sistema, questo darà indubbiamente un grande impatto per il raggiungimento delle perfomance. Attraverso un comportamento positivo verso la nuova cultura,( nel contesto organizzativo) che deve essere impostata, adattando individualmente un reale impegno per la realizzazione di questa.
SOLO LA MUTUA FIDUCIA PERSONALE E MANAGER FA SI CHE SI POSSANO RISOLVERE LE PROBLEMATICHE AZIENDALI.
Tutto ciò naturalmente deve prendere posto nel contesto dello sviluppo organizzativo.
Ecco alcune caratteristiche per un adattamento positivo alla cultura aziendale :
1) essere chiari, evitando le ambiguità.
2) esprimere poche ma semplici grande idee,e.... comunicarle
3) creare un atmosfera di fiducia, affinché lo staff si senta interessato,
naturalmente fornendo un supporto incondizionato.
4) non criticare ma avere e dimostrare rispetto per gli altri, che i dibattiti sterili non portano a nulla, se non contrasti e umiliazioni, quindi evitare sempre le critiche a meno che non siano costruttive, il dialogo e la comprensione, l'uguaglianza senza arroganza sono sempre elementi positivi
5) creare sempre, andare oltre con nuove idee, impegno ed autostima
6) sfide per il proprio personale (idee su obiettivi annuali di gruppo od individuali che contribuiscono allo sviluppo del personale attraverso nuove esperienze.)
7) condurre e guidare il personale verso il successo delle strategie ed organizzazioni decise, ed applicandole, questi sono i presupposti al successo di tutti.
11. PROPOSTE : Identificare gli obiettivi attraverso le strategie, di maniera a produrre grande ma succinte idee, di tale maniera che ognuno possa capirle e che queste siano realizzabili, dando cosi inizio agli impegni Attraverso i vari processi organizzativi conosciuti e sicuri.
Attenzione mai deviare, per pensare solo a come fare cassa, questo non é sufficiente per catturare gli interessi di ognuno. L'efficienza nel finire le cose é molto importante.
Un altro approccio importante é quello d'interessarsi ai progetti, le banche, i collaboratori, i clienti, per rilanciare il business, per attingere i migliori risultati possibili.
12.ARCHITETTURA : rivedere l'architettura e le strategie del business, cioé il MAP dei processi con le sue correlazioni, ma con l'obiettivo di promuovere impegno&fiducia. Importante in questo processo è coinvolgere le forze lavorative.
Impegno e fiducia sono gli elementi per raggiungere gli obiettivi, che posssono essere validi solo quando ci sarà un processo interattivo di comunicazioni, dove queste vengono usate per prendere decisioni.
13.RUOLI : E necessario rivedere i ruoli, come l'organizzazione desidera lavorare. Impegno e fiducia, sono gli elementi fondamentali per compiere gli obiettivi.
14.QUESTI RUOLI SONO :
A) recruitement ed assessment, promozione, sviluppo individuale e di gruppo.
B) trattamenti economici
C) sfide
D) gruppo di lavoro
E) comunicazione
F) valutazione delle performance individuali e di gruppo
G) opportunità di carriera
H) sicurezza sul lavoro
I) motivazione da parte dei managers
L) bilanciare il sociale con la vita familiare ed il lavoro
M) apertura verso gli altri.
15.COME APPLICARE :
A) formazione e sviluppo sono gli elementi per il comportamento individuale e di sviluppo all'interno di una organizzazione da dove ci si aspettano dei « RISULTATI »
16. SVILUPPO MANAGERIALE : I compiti sono divisi in tre elementi
a)amministrare la mia organizzazione
b) amministrare la mia gente
c) amministrare me stesso
Amministrare la mia oprganizzazione : Significa quali sono i doveri ed
applicarli nei processi organizzativi che richiedono una cultura positiva di
adattamento nell'organizzazione. Lo stile preferito è basato sull'adattamento di
leadership:
a)Discutere e risolvere i problemi
b)Condividere le responsabilità dividendo i compiti per tutti
c)Incoraggiare l'alternativa dell'idea che puo essere diversa, innovativa, per ottenere gli obiettivi prefissati.
d)Capacità di leader per sviluppare motivare, e lavorare interpretandosi nel
gruppo
e)La continua riflessione deve essere parte integrante del gruppo.
Amministrare le persone :
E relativo al comportamento che si richiede per
promuovere e sostenere gli impegni ed obiettivi (fiducia&impegni) devono
essere gli elementi chiave per assicurare benessere e performance.
COMPORTAMENTI DEI L E A D E R
ATTRIBUTI :
1.Premurosità
2.Fiducia
3.Saggezza
4.Valutazione
5.Intelligenza
6.Passione
7.Direzione ed ambizione per raggiungere gli obiettivi
8.Capire i bisogni degli altri.
COMPORTAMENTI :
1.Premurosità
2.Educazione e cortesia
3.Capacità di comunicare
4.Impegno
5.Capire i bisogni
6.Flessibilità intellettuale
7.Intelligenza emozionale
8.Negoziazione
9.Conclusione
10.Onestà e chiarezza
11.Umiltà e giustizia
12.Soluzione dei conflitti
13.Incoraggiare la contribuzione
IMPEGNO, FIDUCIA, TOLLERANZA E FLESSIBILITA
AMMINISTRARE SE STESSO :
Attraverso i miei punti forti e la capacità personali e professionali (utilizzando
tutte le mie competenze) per far fronte agli eventi avversi.
Elasticità vuol dire anche abilità a crescere malgrado le avversità. Tutto questo
naturalmente richiede l'utilizzo di tutte le caratteristiche personali che possono
influenzare queste avversità.
VISIONE :
Ho le idee confuse, non so dove sto andando e dove andrò a finire. Bisogna
sempre avere le idee chiare su cosa stiamo facendo o andiamo fare e cosa
vogliamo raggiungere
ESSERE DETERMINATI :
E' meglio pensare a grandi cose. Persone
che hanno grande capacità di raggiungere gli obiettivi, quando immotivati,
tendono a non raggiugerli.
INTERAZIONE :
Raggiungere ciò che ci siamo prefissati. Interazione significa come ci comportiamo
verso le altre persone, cercare sempre gli scopi che ci spingono a compiere
ciò che che ci siamo prefissati. E' sempre comunque necessario di controllare
le reazioni su se stessi.
RAPPORTI CON GLI ALTRI :
Avere contatti con gli altri significa utilizzare il proprio CARISMA, ordini
fermi e motivati, credere in noi stessi trasmettendo fiducia e supporto agli
altri, collaborare sempre, anche nei momenti più critici.
SOLUZIONE AI PROBLEMI :
Molta gente non fà, ne vuole fare esercizi mentali per trovare le soluzioni, ma
preferisce saltare alle conclusioni. Comunque lasciare loro l'opportunità
di arrivarci, qualora hanno le competenze e capacità per arrivarci a misurarsi
con le sfide per il successo.
ORGANIZZAZIONE :
Se ogni persona dell'organizzazione, o l'organizzazione stessa è sotto controllo
spesso non si va da nessuna parte.
Le persone che sono bene organizzate sanno spesso risolvere i problemi anche i
più complessi, meglio di quelli che confidano nella loro memoria o fortuna.
FIDUCIA IN SE STESSI :
Avere fiducia in se stessi, apparentemente è meglio dell'essere flessibile.
Però, abbiamo bisogno di questa fiducia in se stessi, senza che questa diventi
arroganza, che certamente porterà altri incovenienti.
CODICE DEL MANAGER :
Un codice manageriale fornisce le basi ai manager, cioé l'interazione con gli
altri che aiuta a cementare quelle applicazioni positive, che adottate nel
business, sono alla base della cultura aziendale. Al contrario i comportamenti
sarebbero anomali nell'esecuzione dei compiti.
C O N C L U S I O N E :
La depressione del corporate é un grande rischio per l'organizzazione e
il modo in cui la forza del lavoro viene guidata.
Quando le persone soffrono psicologicamente di presentimenti negativi,
diminuiscono le efficienze sul lavoro, questo fenomeno deve essere visto come
normale, perché associato molto spesso alla paura e alle incertezze ai quali
vanno aggiunte le incapacità dei manager nel promuovere gli impegni presi
e la fiducia tra di loro.
Purtroppo spesso, il top management si concentra sulle efficienze del personale e
non sulla efficacia del processo, per raggiungere gli obiettivi.
E'necessario cambiare ciò, per essere sicuri che tutto il personale
raggiunga la migliore efficienza.
Corporate depressione può essere eliminata, riponendo la massima attenzione
nel raggiungere le efficienze e le strategie delle forze lavorative.
Raccomandiamo che una volta stabiliti i piani strategici, non ci si distolga da questi,
anche se non stabiliti definitivamente.
R. Santoro
Colle DI Val D'Elsa (SI), 10 Luglio 2011.
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LA PAURA DEL FUTURO
Da dove nasce la paura del futuro nelle persone? Sin dall'alba dei tempi, questa paura è collegata all'uomo nel pensiero della sofferenza fisica, psicologica, e per ultimo, al pensiero della morte. Ogni Società umana ha cercato sempre di sfuggire a questa paura nei modi più disparati: con ideologie, religioni (intesi come culti e riti creati dall'uomo), offerta di piaceri, e anche ricorrendo all'occulto. Nella nostra Società attuale, apparentemente và tutto bene: entrate in un centro commerciale e vedrete consumatori sorridenti, famigliole felici che girano tra scaffali pieni di prodotti, ragazzi vocianti vestiti bene, vetrine accoglienti e belle commesse. Eppure tra quel pubblico di felicità di plastica ben confezionata troviamo il padre che uccide la moglie e i suoi bambini, il ragazzo che muore di overdose o rapina per divertimento, la ragazza sfruttata con un contratto di lavoro legale ma ingiusto. Queste forti contraddizioni aumentano le incertezze e le paure delle persone, le quali, sopratutto a livello inconscio, avvertono la realtà che si cela dietro questo sistema economico-sociale-politico dell'apparenza, o meglio, dell'appariscenza!!!
Normalmente si ha paura di ciò che non si conosce. Si ha paura di fare cambiamenti, si ha paura di lasciare la strada vecchia per quella nuova, si ha paura di prendere decisioni e di perdere le sicurezze duramente acquisite nel passato. Tuttavia la paura è uno strumento che serve a prevenirci dal compiere azioni pericolose per la nostra sopravvivenza. Se non avessimo paura di un animale feroce, rischieremmo facilmente di essere divorati; se non avessimo paura dell'altezza, ci metteremmo spesso in condizioni in cui sarebbe rischioso cadere e così via. Il futuro rappresenta un'incognita e per questo spaventa, solo che a differenza di altri pericoli è qualcosa di inevitabile perché viene incessantemente contro di noi senza mai fermarsi. Il punto è che stiamo vivendo in un'epoca molto particolare del cammino umano, probabilmente unico nel suo genere. In questo frangente di storia il progresso culturale e le trasformazioni del pianeta sono così rapide da lasciare interdetti anche gli uomini più intraprendenti. Tutto quello che abbiamo studiato fino ad oggi non sarà valido ancora per molto, perché la società sta mutando, le regole stesse del gioco sono state sostituite, la scienza si sta muovendo da un paradigma 'Newtoniano' a quello 'Quantistico'.
La conoscenza si è ampliata a ritmi esponenziali e questo ha portato influenze enormi sul nostro stile di vita e sul modo in cui affronteremo il nostro futuro. Nell'arco di tempo in cui starete leggendo le mie parole, nel resto del pianeta sarà prodotta così tanta nuova conoscenza che un solo uomo non sarà in grado di acquisirla in tutta una vita. Per questo ci si pone l'interrogativo di come comportarsi nel prossimo futuro. Perché fino a due secoli fa, gli ipotetici imprevisti e mansioni da svolgere per un individuo non erano molto numerosi. Se uno cresceva in una famiglia patriarcale, poteva tranquillamente essere istruito dal nonno, le conoscenze erano più o meno adeguate e le situazioni da affrontare sempre le stesse da un secolo all'altro. C'era una sorta di 'stabilità' sociale e culturale, la vita era qualcosa che si imparava a gestire apprendendo una serie di conoscenze base salvo rare eccezioni, e tutto filava liscio. Già 40 anni fa, per uno studente che stava per finire la scuola era scontato proiettarsi nel mondo lavorativo, non ci si poneva neppure il problema. Oggi invece c'è il fantasma di non trovare un posto di lavoro, l'istruzione non previene più la disoccupazione. Adesso avere due lauree sta diventando la base e ancora non basta per essere tranquilli. Il posto fisso o la pensione sono diventate delle nuove chimere, poiché è evidente a tutti che in un mondo in cui possono fallire intere nazioni ed istituti bancari, nessuno è davvero al sicuro, neanche la persona più previdente.Questo ha portato come conseguenza un crollo dei valori e la gente non sa più a che cosa credere e a chi affidarsi.Per questo il risultato è la paura.Si ha paura perché si è totalmente disorientati, in un mondo dove 2+2 non fa più 4 e si sta cercando ancora la risposta corretta. In realtà, il processo ha assunto dei connotati chiari. Tutto ciò che si basava sul vecchio 'mondo' atteneva ad uno stato emotivo di 'dipendenza' da qualcuno.
Le persone che hanno paura del futuro sono coloro che si stanno ancora aggrappando ai precedenti modelli che richiedevano un atteggiamento passivo: titoli di studio, previdenza sociale, datori di lavoro, istituzioni, la Chiesa. Il nuovo 'mondo', quello che ci accingiamo a conoscere, si basa invece sull'indipendenza e sull'atteggiamento propositivo di chi non ha paura di assumere un ruolo attivo nella propria vita. Pertanto, più si è attivi e meno si ha paura del futuro?
Più sarete 'attivi' e meno avrete paura di qualsiasi imprevisto, perchè sarete padroni totali dei risultati della vostra vita.
E' un principio dell'evoluzione, ce lo insegna la cellula. Tutto ciò che non cresce muore e tutto ciò che si muove è vita e va avanti per la sua strada. Di conseguenza, i morti sono solo coloro che restano fermi. Ma per fortuna noi siamo continuamente in moto, perché ogni giorno ci dedichiamo a piccole e grandi imprese personali. Sebbene possano apparire di scarso significato, anche le più piccole azioni finalizzate ad un qualche obiettivo, possono avere un'influenza enorme a lungo andare sull'andamento della nostra vita. Il tutto è organizzato dal nostro cervello animale, il quale si occupa esclusivamente della nostra sopravvivenza, non gli interessa fare altro. Poiché la sopravvivenza è qualcosa di immediato, il meccanismo che la natura ha adottato per salvarci continuamente la vita, è quello di farci focalizzare sulle questioni immediate. Non avrebbe senso un cervello che induce a programmare ciò che succederà il mese prossimo se poi si dimentica di farci respirare ogni secondo.
Dunque la priorità per il cervello animale è occuparsi del qui ed ora istante dopo istante e lo fa secondo una procedura decisionale che scatta ogni ottavo di secondo. Ad esempio, quando usciamo di casa e ci accorgiamo che siamo vestiti troppo leggeri, il cervello innesca immediatamente un processo di termoregolazione, ma se ciò non è sufficiente, nell'ordine di ottavi di secondo lo altera o ci induce a desiderare di tornare in casa e coprirci in maniera adeguata. Tuttavia le decisioni da prendere sono continue ed in ogni circostanza. Lo scopo è non lasciare mai nulla alle spalle, pur concentrandosi prima sulle cose veramente iportanti. Qual è il modo migliore per rendere i propri obiettivi raggiungibili ?
Prima di tutto occorre che siano dei 'buoni' obiettivi. Molte persone trascurano questo elemento, non è possibile realizzare qualcosa che sia in contrasto coi nostri principi perché se ciò avviene denota solo una cosa:che abbiamo smarrito completamente la strada e brancoliamo nel buio.
Quando noi abbiamo chiarezza di chi siamo veramente, di quale sia la nostra missione personale in questo mondo, il fatto di realizzare i nostri obiettivi diventa una semplice conseguenza. Tuttavia se disponiamo di validi strumenti per farlo, ciò rende le cose ancora più facili. Mi piace una frase di un mio amico grande Coach usata nei suoi seminari: "Se hanno già inventato la ruota, non ha senso che la reinventiate di nuovo, imparate ad usarla".
Un modo facile per rendere i propri obiettivi raggiungibili è quello di spezzettarli in tanti obiettivi minori, sempre più piccoli e sempre più raggiungibili.
Dott.Toni Cianci – PartnerCoach Laureato in Omeopatia Kinesilogia Emozionale e Chiropratica. Collaboratore presso un’importante Associazione Internazionale. Formatore nel settore Salute e Benessere. Co-docente e stato Consulente Didattico presso l’Erickson Institute of Coaching di Vancouver, Canada. E’ autore del libro “Corso pratico di Auto ipnosi”. Conferenziere, Scrittore e Social Media Agent. E’ appassionato di Web Marketing e dal 1992 è Formatore e Trainer di PNL, nonché Talent Scout.. Si occupa di Consulenza Aziendale e di analisi e pianificazione strategica per importanti Aziende di Formazione. Ricercatore divulgatore ed ideatore autonomo nel campo della formazione è Insegnante di Meditazione dinamica. Ha pubblicato articoli per importanti riviste scientifiche e di salute. Svolge l’attività di Chiropratico, Ipnotista, Counselor, Consulente di Marketing e Coach. Ha tenuto tantissimi Seminari di Sviluppo Personale, Comunicazione Efficace, Intelligenza Finanziaria, Psicologia Positiva, Sahaja Yoga. Negli ultimi anni ha ideato e perfezionato tematiche sulla Comunicazione Efficace, l’Analisi Transazionale, l’Autostima e l’Intelligenza Emotiva. Coach di formazione umanistica e Counselor di impronta gestaltica. Formatore, esperto di vendita, motivazione, Team Building, negoziazione e Public Speaking.
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